Smart working e figli: cavalchiamo l’onda delle possibilità

Fra didattica a distanza e smart working..



La didattica a distanza e lo smart working stanno mettendo tutti i genitori a dura prova.

Questo momento richiede a grandi e piccoli pazienza e adattamento, sia in ambito familiare, sia in ambito lavorativo e scolastico.


Ma come possiamo conciliare le richieste provenienti dal lavoro con quelle dei nostri figli?


Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Francesca Foschini, pedagogista, educatrice per la prima infanzia 0-3 anni, atelierista in ambito artistico e new entry in Kid Lights.


In primo luogo, non è possibile avere l’aspettativa di riuscire a lavorare in casa otto ore in maniera performante senza che i bambini ci disturbino, o che ci chiamino per richiedere la nostra presenza, pretendendo da loro delle modalità di gioco prive di litigi etc.


Questa situazione provoca molta frustrazione nei genitori e i bambini si sentono spesso “di troppo” nella giornata lavorativa e reagiscono con capricci e dispetti.. come possiamo superare questa impasse?

Potremmo provare a concederci due, tre, quattro giorni di “cuscinetto” dove rinunciare al massimo delle nostre performance lavorative e dedicare del tempo di qualità ai bambini per re-indirizzarli all’autonomia e alla gestione della quotidianità.


I tempi di lavoro sono spesso inconciliabili con la DAD, che soluzioni ci suggerisci?

Le possibilità organizzative variano da una famiglia all’altra e dalla tipologia di lavoro dei genitori, ma in linea generale prendiamo in considerazione alcune ipotesi:

- Valutare se nonni, zii etc sono disponibili ad aiutarci, diversamente cerchiamo di ricreare una cornice organizzativa adeguata al momento;

- Pensare ad una turnazione con il compagno/a: ad esempio alla mattina lavora un genitore e l’altro passa del tempo insieme al figlio; oppure un paio di ore lavora un genitore e poi si da il cambio e l’altro resta con i bambini.

- Ottimizzare i tempi: le giornate diversamente dal solito non sono caratterizzate da tanti impegni e da tempi frenetici; I bambini essendo a casa da scuola dormono qualche ora in più, possiamo svegliarci prima e lavorare mentre loro riposano; oppure possiamo lavorare dopo pranzo mentre guardano un bel film; possiamo anche anticipare l’orario della cena e di conseguenza del sonno dei bambini e dedicare due ore al lavoro mentre riposano.


E se queste soluzioni non sono possibili e siamo obbligati a restare otto, nove ore consecutive al computer?

E’ dunque importante tenere in considerazione che, in questo momento di emergenza, non possiamo ottenere risultati se prima di dedicarci completamente al lavoro non ripristiniamo la relazione e un buon contatto con i bambini (tempo di qualità, giocare con loro etc) o non li aiutiamo nel riorganizzare la loro quotidianità.

Lo spirito di adattamento e di comprensione è richiesto da parte di tutti: non escludiamo la possibilità di parlare con il proprio titolare e cercare di far comprendere che per diversi motivi non riusciamo a lavorare otto ore di fila e abbiamo necessità di spezzettare le ore e distribuirle diversamente nella giornata.


Come stiamo noi genitori?


Oltre all’organizzazione familiare sono di fondamentale importanza il dialogo e la relazione che noi adulti instauriamo con i bambini, i quali assorbono le nostre emozioni e i nostri stati d’animo.

Per quanto i bambini e i ragazzi siano intelligenti e capaci hanno bisogno di noi genitori perché siamo il loro punto di riferimento.

Abbiamo bisogno di essere noi i primi ad essere sereni, equilibrati e calmi, ma se già era difficile prima e faticavamo a raggiungere questo risultato figuriamoci adesso dove abbiamo tante preoccupazioni e non siamo nel nostro solito habitat.


È molto più importante e utile agire su se stessi, cercando di trovare il proprio modo per essere sereni, propositivi e mantenere il ruolo di guida, piuttosto che cercare di cambiare i figli.


Francesca puoi darci alcuni suggerimenti per resistere:

Se vogliamo anticipiamo la sveglia per dedicare a noi stessi un momento di cura: qualche pasticcino con un tè caldo, un impacco al viso, colorare un mandala etc;

consiglio sempre di rallentare i ragionamenti e spostare il focus da ciò che non puoi fare a ciò che puoi fare: è impossibile ragionare per aspettative sul futuro o avere i pensieri che rimandano a quello che non possiamo fare, come uscire, vedere gli amici, andare a lavorare, portare i bambini a scuola, muoverci etc.,

Cerchiamo di orientare i pensieri e le energie su quello che possiamo fare, sulle piccole gioie e i piccoli accomodamenti che possono facilitare la giornata nel “qui e ora”, come ad esempio rallentare i tempi o fare una ricetta che era da tanto tempo che volevi preparare.


Come gestire le ansie?

Ascoltati...il guerriero della luce non è quello che si fa sempre coraggio, ma colui che riconosce i suoi momenti di debolezza e si sa ascoltare e accogliere. Ogni tanto durante la giornata abbiamo bisogno di fermarci e ascoltarci e chiedere a noi stessi come stiamo: “come stai? Sei stanca/o vero?”, “Ci credo che prima ti è scappata la pazienza, ma come mai di cosa hai paura?, che questa situazione non finisca mai? E il lavoro?” “Ci sono io a tranquillizzarti!”. Si tratta di un dialogo interiore, che se ripetuto più volte al giorno può essere di sostegno.

C’è qualcosa che ci spaventa particolarmente? Ad esempio perdere il lavoro? Possiamo prendere carta e penna e scrivere un piano b con delle possibili soluzioni, da mettere nel cassetto, ma l’averci pensato può tranquillizzarci. Una cornice organizzativa.


Cosa intendi quando parli di “Ricreare una cornice organizzativa”?


Cerchiamo di dare un ritmo alla giornata, seguendo le consuete routine quotidiane come il risveglio, la cura dell’igiene, la colazione etc., iniziando la giornata come sempre.

Riguardo ai compiti è importante che noi adulti riprendiamo le briglie, in quanto i bambini non sono abituati a scaricarsi il materiale, a non avere la figura della maestra o ad organizzare una mole di lavoro come se fossero a scuola...dobbiamo farlo noi offrendo a loro l’esempio.

Sono io genitore il suo “aiutante magico” dei compiti: scarichiamo, cataloghiamo, inseriamo i contenuti in un quaderno, creiamo un tabellone con le varie materie giornaliere e decidiamo quante cose portare a termine in un giorno.

I bambini di oggi sono abituati a raccogliere informazioni a scuola e a svolgere i compiti a casa, mentre in questo momento non hanno l’informazione raccolta in presenza. Possiamo aiutarli ad abituarsi alle nuove modalità, mostrando loro come possono fare ad organizzarsi.

Esempio pratico: il bambino deve studiare cinque pagine di storia. In che modo aiutarlo?

Il genitore può leggerle prima da solo, magari anche il giorno prima e poi in modo interessante può raccontare la storia al bambino che dovrà scoprire.

“Non ho tempo, di mettermi io a raccontare quello che deve studiare!”...ma la domanda è:

meglio che passiamo ore a discutere, “ leggi, studia”, “no non ho voglia”, “mamma non ho capito, è troppo lungo”, “questo non l'ho capito, quindi non lo faccio!”, “Devi farlo pero, guarda quante cose ci sono da fare, è arrivato anche altro materiale da scaricare”. Non conviene fargli vedere con entusiasmo come può affrontare cinque pagine di storia? Se gli anticipiamo noi la storia e li rendiamo curiosi? Lo stesso vale anche per le altre materie, ad esempio devo imparare le frazioni di matematica, utilizzo, la pasta per dividerla o i lego etc., ...allora si che studiare a casa inizia a prendere un altro sapore!

Noi come genitori abbiamo da un lato l’interesse che i figli imparino con gioia e dall’altro l’interesse di non passare le giornate a discutere, litigare, creare malcontenti.

Se noi adulti aiutiamo i bambini e perdiamo un’ora del nostro tempo, quanto ne guadagniamo?

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