• Silvia Santucci

Il diritto alla noia

Aggiornato il: feb 14

Lavorando prima come maestro e poi come dirigente scolastico mi sono accorto che quasi tutti i bimbi e le bimbe d’Europa o delle famiglie ricche del Sud del Mondo hanno riconosciuti i diritti stabiliti dalla Carta Internazionale dei diritti dell’Infanzia (istruzione, salute, gioco…). Ma agli stessi sono pressoché negati quelli che io definisco "diritti naturali". Questo manifesto è rivolto ai grandi, anche perché i piccoli lo capiscono al volo. Un po' come diceva il Piccolo Principe "…ai grandi bisogna sempre spiegare tutto quello che i bambini capiscono subito".

Così racconta Gianfranco Zavalloni nel suo "Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe", una selezione di 10 diritti che dovrebbero essere garantiti ad ogni bambino per una crescita armoniosa.

Tra questi diritti, il primo è il diritto all'ozio, ovvero il diritto a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti e il diritto alla noia, tempo in cui non fare nulla.


I bambini devono avere il diritto alla noia: è proprio da questa che nasce la creatività, la capacità di inventare modi nuovi per occupare quel tempo che si ha a disposizione, senza che l’adulto fornisca la "soluzione", senza che ci sia sempre qualcosa di programmato.


Dallo sperimentare i momenti vuoti si impara ad essere intraprendenti, fantasiosi, creativi. Cosa fare, ad esempio, in casa in una giornata di pioggia? Si può:

  • inventare pozioni magiche per diventare invisibili

  • travestirsi con gli abiti e gli accessori della mamma

  • entrare in garage e trovare vecchi giochi e dargli nuova vita

  • ...



Photo by cottonbro from Pexels

Durante la mia infanzia, nei momenti del weekend in cui non avevo "niente da fare" mi ritrovavo a sperimentare cose che durante la settimana detestavo (non mi piacevano né mi attiravano) e questo mi sorprendeva molto.

Non sono mai stata brava a disegnare, ma mi piaceva moltissimo colorare: avevo tantissime matite colorate e i miei colori preferiti erano il verde in tutte le sue sfumature e il viola nelle sue mille tonalità.

In un giorno apparentemente noioso, all'età di 8 anni, decisi che avrei disegnato una bellissima immagine di un libro, ma di certo non ci sarei riuscita a mano libera così cominciai a pensare per trovare il modo di riprodurre il disegno.

Mi ricordai che avevo visto una mia amica disegnare al vetro della finestra... e cosi iniziai a provare anch'io: scotch, libro, matita e foglio bianco.

Non so quante volte mi sia caduto il libro nel tentativo di riprodurre a vetro l'immagine, ma ciò che ricordo con gioia è la fine di quell'esperimento. Ero riuscita a riprodurre il disegno!


Spesso siamo noi adulti, ad avere paura dei tempi non organizzati, di sentire la voce del nostro bambino che lamenta "Mamma mi annoio!" E se, anziché spaventarci, riuscissimo a sostenere i nostri figli a stare nella noia?


Il silenzio e la noia sicuramente, nell'attesa, si trasformeranno in opportunità e spesso a quella lamentela di noia a cui siamo pronti a dare noi adulti la soluzione, regalerebbe a noi e ai nostri figli un nuovo modo di giocare e di conoscerci.




Ai nostri figli potremmo rispondere allora:

Ti stai annoiando? BENEE! La noia porta con se grandi doni: aspetta e vedrai! Il gioco è stare a vedere quale opportunità si presenterà!