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Bambini e pregiudizi: come trasformare il giudizio in comprensione

Benvenuti in un viaggio verso la comprensione e l'empatia! Nel mondo spesso complesso dei disturbi mentali, siamo qui per rompere le catene dei pregiudizi e illuminare la verità. Ma prima, chiariamo cosa si intende quando parliamo di pregiudizio e stigma.


Che cos’è il pregiudizio? Questa parola proviene dal latino “prae”, cioè “prima” e “iudicium”, cioè “giudizio”, in poche parole è quel giudizio che pensiamo o esprimiamo su qualcuno prima di conoscerlo veramente.


Perché giudichiamo prima di conoscere? Perché sarebbe impossibile fare attenzione a tutto quello che c’è nel mondo, quindi categorizziamo oggetti, animali e persone: far parte di una categoria significa che gli altri ci attribuiscono già delle qualità, che possono essere positive o negative. È come un riassunto veloce e lo facciamo per non sentirci impreparati di fronte al nuovo, per sapere già cosa aspettarci.


Purtroppo, molti bambini con disturbi mentali (come per esempio l’autismo, i disturbi di ansia, di apprendimento o del comportamento) affrontano stereotipi e pregiudizi. Possono essere stigmatizzati e categorizzati come diversi, strani o pericolosi... ma noi sappiamo che anche loro sono davvero speciali!


Dallo sguardo giudicante dei compagni di classe alle sottovalutazioni da parte degli adulti, questi piccoli guerrieri devono lottare, oltre che contro la loro condizione, anche con il peso del pregiudizio.


Ma cos’è questo stigma? È un marchio che avvolge le persone e pesa su di loro. A forza di essere etichettati, i bambini stessi cominciano a interiorizzare questi pregiudizi (autostigma) e, per la paura dell’opinione degli altri, potrebbero smettere di condividere, isolarsi, ridurre gli amici e le conoscenze. Tutto questo mina la loro autostima tanto da farli sentire incapaci e inutili.


Come possiamo aiutare i bambini a superare l’autostigma?

  1. Lavorare sull’autostima: facciamo sentire i nostri bambini speciali, comprendiamo e accettiamo i loro valori e le loro abilità. Aiutiamoli a credere che avranno successo e che possono fare tanto nella vita.

  2. Insegnare a parlarsi positivamente: incoraggiamo i nostri bambini a sviluppare un dialogo interno positivo per sentirsi più sicuri di sé stessi.

  3. Eliminare la vergogna: sostegno e incoraggiamento sono fondamentali per far capire ai nostri bambini che possono avere le stesse possibilità di chiunque altro. Aiutiamoli a scoprire ciò che possono e sanno fare.


Il coinvolgimento in attività sportive e giochi di gruppo può essere un ottimo modo per aumentare l’autostima, offrendo loro esperienze positive e il senso di far parte di una squadra. Inoltre, l'esercizio fisico stimola il contatto e l’inclusione.


Come possiamo contribuire a creare un mondo libero dai pregiudizi?

Se si ammalano i polmoni o il cuore, perché non può ammalarsi anche il cervello? Perché quando si tratta di disturbi mentali di bambini o adolescenti tanti timori e pregiudizi?

Paola De Rosa, neuropsichiatra infantile dell’Ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma, ha affermato:


Lo stigma è ignoranza, non conoscenza della realtà vera. L’ignoranza e la paura rallentano il venire a galla dei problemi. I genitori scelgono l’isolamento, non escono più a cena con gli altri, non frequentano gli amici, stanno chiusi col loro bambino. E questo per colpa dello stigma”.



Il contrario dello stigma è la conoscenza. Educazione, comprensione e empatia sono le chiavi! Ascoltiamo le storie di questi piccoli guerrieri, impariamo dalle loro lotte e creiamo un ambiente inclusivo. Ogni bambino è unico e la diversità dovrebbe essere celebrata, non condannata. I bambini con disturbi mentali portano con sé tanto talento e potenzialità, devono separare ciò che sono dal disturbo che hanno.


E ricordiamo, noi insegnanti, genitori, familiari, amici, siamo gli eroi dei nostri bambini. Siamo un esempio positivo, parliamo con loro e interveniamo contro ogni forma di discriminazione. Insieme possiamo costruire un mondo in cui ogni bambino cresca amato, supportato e incoraggiato.



Questo articolo è tratto dalla tesi di laurea "Dalla paura alla comprensione. Il pregiudizio nei confronti della malattia mentale" presentata da Lara Mascanzoni per il conseguimento del titolo di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Modena e Reggio-Emilia.

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