Donne e Scienze: Talento, Passione e Determinazione oltre gli Stereotipi

Aggiornato il: feb 14



L'11 febbraio di ogni anno si celebra la giornata internazionale delle donne nella Scienza, istituita dall'Onu contro ogni forma di pregiudizio che possa frenare percorsi e carriere delle cosiddette "donne STEM", cioè le donne che si occupano di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.


In Italia il divario di genere nelle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) pesa ancora parecchio: lo mostrano chiaramente i dati dell'ultima indagine di Save The Children sugli "Stereotipi di Genere", presentata in occasione della sesta giornata delle donne e delle ragazze nella Scienza (iniziativa promossa e istituita dall'Assemblea generale dell’ONU nel 2015).

Ciò che emerge è che oggi non c’è un’adeguata valorizzazione del contributo delle donne impegnate nella scienza, e una scarsa presenza di modelli di rappresentazione. Al contrario, la narrazione collettiva, anche dei media, è ancora troppo legata all'idea dello scienziato “uomo” autorevole e di successo. In questo neppure la scuola è riuscita pienamente, fino ad ora, a decostruire il modello dominante per indirizzare e stimolare parimenti alunne e alunni verso le materie scientifiche.

Le ragazze che decidono di intraprendere una carriera scientifica, conseguendo una laurea in percorsi di studio tecnici, sono ancora solo il 16,5%, contro il 37% dei maschi.


In realtà gli stereotipi di genere iniziano a scuola: già dalla scelta del liceo o del percorso di studi universitario si avverte chiaramente che il "gender gap". Scelte che spesso sono influenzate da pareri "non richiesti" di genitori e insegnanti, ma anche da esempi e modelli lavorativi molto diversi tra uomo e donna. Si pensi ad esempio ai classici libri scolastici che riportano "la mamma lava i piatti" e "il papà aggiusta i computer".


"Fortunatamente ho avuto il pieno appoggio della mia famiglia e di una anziana amica che di fronte a parole disarmanti come 'Sei sicura di voler fare informatica? Gli sviluppatori sono tutti maschi e anche gli ingegneri sono uomini... non è un lavoro da ragazza...' mi ricordava sorridendo che la prima persona a potersi definire 'sviluppatore' è stata proprio una donna: Ada Lovelace."

Chiara Pezzi


Purtroppo questo appoggio familiare e scolastico spesso è ancora assente e ci troviamo ancora in situazioni in cui le ragazze non si sentono libere di intraprendere il percorso che più amerebbero (problema che, per motivi più generali, coinvolge la maggior parte dei nostri giovani: ne parla qui la dr.ssa Consuelo Zenzani). Nell'anno scolastico 2018-2019 tra i diplomati nei licei scientifici solo il 19% erano ragazze, mentre ben 88% dei diplomati in istituti tecnici erano ragazzi. Percentuali simili si riscontrano anche in ambito universitario, nel 2018 si sono laureati in discipline STEM solamente 28.304 studentesse a fronte di 43.825 studenti.


Gli stereotipi e le norme culturali smorzano l'interesse delle ragazze per le STEM o, peggio, fanno mettere da parte alcuni desideri e direzioni di crescita. Per contrastare questa situazione, gli educatori e le famiglie possono fare molto, mettendo in atto piccole azioni.


1. Individuare e raccontare esempi e modelli ispirazionali

Nonostante le difficoltà, le restrizioni e i meriti riconosciuti solo tardivamente, molte donne hanno contribuito in modo significativo al progresso dell'umanità grazie al loro impegno nella ricerca scientifica e tecnologica.

Ti segnaliamo un interessante articolo di FOCUS Junior da leggere con i bambini per conoscere più da vicino 15 donne e scienziate che con talento e determinazione hanno contribuito al progresso scientifico.


2. Creare il giusto ambiente per ispirare e incrementare le opportunità di apprendimento delle discipline scientifiche

Promuovere l’apprendimento delle discipline STEAM (Scienze, Tecnologia, Engineering, Arte, Matematica) fin da piccoli attraverso un approccio ludico evitando distinzioni tra "gioco da maschio" e "giochi da femmine".

A scuola, la didattica sperimentale comunemente nota come “apprendimento pratico” è il metodo più efficace per apprendere le cose e per accelerare il processo di trasformazione tecnologica delle nostre comunità.

A casa, è importante sia lasciare che siano bambini a scegliere a cosa dedicarsi, sia proporre piccoli laboratori ed esperimenti (da svolgere insieme ai genitori) che lascino un ricordo positivo dell'esperienza, sia raccontare anche storie di "eroi ed eroine reali".


Il filosofo Aristotele disse: "cche dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo". Questo sicuramente vale per le materie STEM.

Oggi sappiamo che il vero apprendimento avviene quando gli studenti sono coinvolti nel processo in maniera pratica. Sappiamo che gli studenti devono essere parte del loro apprendimento.

John Dewey, il padre dell'istruzione moderna, spesso si prende il merito di aver coniato la frase "imparare facendo" (learning by doing). Ci sono molte ricerche che supportano questo modello che migliora e coinvolge gli studenti. La ricerca sull'apprendimento continua a dimostrare quanto un input sensoriale, che è direttamente legato all'apprendimento passi attraverso l'uso delle nostre mani.

Il metodo di insegnamento "learning by doing" parte dalla fase in cui gli studenti possono osservare le cose intorno ad essi e porre domande. Nell'apprendimento pratico, gli studenti acquisiscono conoscenze eseguendo le attività con le mani piuttosto che ricevere informazioni da libri o lezioni frontali. Questo approccio mette tutti sulla stessa linea di partenza: ragazzi e ragazze insieme per trovare una soluzione.